IL DISAGIO IN ADOLESCENZA

- Posted by Nicola D'Amore
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Il periodo adolescenziale, è un periodo tutt’altro che facile, le esperienze fallimentari e le incertezze possono predominare, facendo si che il disagio diventi fattore predominante. Le difficoltà che i giovani incontrano possono investire tutti gli ambiti della loro vita, sia a livello affettivo, che familiare, che scolastico o sociale e possono far riferimento al termine disagio. Per questo tale termine ha diverse e molteplici forme e trova espressione nelle varie fasi della crescita e si può manifestare in modo diverso in ogni fascia d’età. Si può quindi pensare che tutti i soggetti in formazione sono in una situazione di disagio.
Può essere soggetto di disagio il bambino, il quale si sente travolto da contraddizioni e conflitti interpersonali (con la madre, con i fratelli, con altri bambini) e si scontra per la prima volta con la realtà dell’insuccesso. Possono esserlo il preadolescente e l’adolescente, a causa dei numerosi cambiamenti che lo riguardano: cambia la loro fisicità, cambia il rapporto con i propri genitori, il loro modo di pensare, la stessa percezione che hanno di se stessi. Di fronte a tali cambiamenti e di fronte a delle scelte impegnative, il ragazzo vive con grande disagio ed ansia il proprio processo di crescita.
Il termine disagio spesso è utilizzato a fianco d’altri due concetti, quello di disadattamento, e di devianza, o come categoria generale che comprende anche le altre due. In altre circostanze, invece, i tre concetti sono posti in progressione, si parte in pratica da situazioni di malessere diffuso, fino ad arrivare ad un aperto conflitto con la società.
Come sottolinea Luigi Regoliosi, disagio, disadattamento e devianza non sono concetti tra loro omogenei. Infatti il disagio, esplorato soprattutto dalla pedagogia e dalla psicologia, è una condizione legata a percezioni soggettive di malessere (il disagio si “sente”, ma non necessariamente si “vede”); il disadattamento, studiato anche dalla sociologia, si esprime oggettivamente come relazione disturbata con uno specifico ambiente, ad esempio il disadattamento scolastico, sociale; mentre la devianza, analizzata soprattutto dalla criminologia, si manifesta come un comportamento che infrange visibilmente una norma (giuridica o culturale) e determina lo stigma sociale. La letteratura ha dimostrato che il concetto di “disagio”, ricorrente nel linguaggio comune e in quello scientifico, sia un concetto estremamente complesso e variegato. Può essere dunque, considerato come un termine contenitore, in quanto si riferisce ad un vasto ambito di problematiche, spesso diverse tra loro e non sovrapponibili. Il termine “disagio giovanile” viene utilizzato per indicare una condizione di difficoltà vista come caratteristica strutturale dell’essere giovane, diffusa talmente tanto da essere considerata come una caratteristica dell’età di passaggio.
In ambito sociologico tale termine può essere definito come una manifestazione della difficoltà di affrontare e superare i compiti di sviluppo, avanzati dal contesto sociale, che hanno come obiettivo fondamentale il conseguimento dell’identità personale e sociale e l’acquisizione delle abilità necessarie alla gestione delle relazioni quotidiane.
Valentina Mancini



