La formazione del Consulente Coniugale e Familiare

foto-1-articolo-patrizia

Ho ricevuto con immenso piacere quest’articolo che vi vado a presentare scritto da Patrizia Palmieri, Consulente coniugale e familiare, collaboratrice del Cispef. Ho avuto il piacere di conoscere Patrizia durante il secondo anno del corso di Consulente coniugale e familiare a L’Aquila. In quell’anno seguiva insieme a Don Ermanno, nostro conduttore i gruppi esperenziali ed era il nostro consulente osservatore. La sua presenza e i suoi rimandi mi hanno aiutato, insieme a quanto appreso con il corso, a capire quanto sia importante per una buona relazione d’aiuto l’ascolto attivo e il non giudizio. Pertanto occupandomi di questa parte del blog, non potevo non chiedere un aiuto a lei, perché sapevo già che ci avrebbe rimandato in maniera semplice e chiara le sue nozioni. Vi auguro dunque una buona lettura per il suo primo articolo.

Valentina Mancini

 

La formazione del Consulente Coniugale e Familiare

La formazione del Consulente Coniugale e Familiare, prevede un approccio teorico e metodologico multidisciplinare, basato sull’integrazione delle diverse scuole di pensiero, degli aspetti più significativi, degli strumenti e concetti principali. La Scuola triennale offre, pertanto, un modello teorico integrato che possa garantire al Consulente Coniugale e Familiare la possibilità di utilizzare, tra i diversi elementi formativi proposti, quelli a lui più congeniali al fine di poter cercare dentro di sé, la propria soggettività e poter essere una persona autentica.

L’approccio teorico dell’Analisi Transazionale, ci permette di comprendere che ogni individuo è in grado di decidere della propria vita ed è responsabile del proprio cambiamento. Tutto questo, avviene grazie anche ad un processo di accrescimento della propria consapevolezza e allo sviluppo delle risorse necessarie. Molto interessante è la conoscenza della struttura della personalità che viene scomposta in tre elementi distinti, gli Stati dell’Io: il Genitore, il Bambino, l’Adulto. Essere consapevoli di quali siano gli stati del proprio Io e del nostro interlocutore, ci permette di recepire correttamente il messaggio e di rispondere in modo efficace.

La Terapia Centrata sul Cliente, pone l’accento su concetti basilari e fondamentali, come l’empatia, la capacità di condivisione affettiva, l’accettazione incondizionata e non giudicante, permettendoci così, di apprezzare le persone per la loro individualità, anche quando i loro modi, azioni e sistemi di valori sono molto divergenti da quelli del Consulente Coniugale e Familiare.

Attraverso la Gestalt, riusciamo a comprendere l’importanza di una visione globale, olistica e che il   “qui ed ora” costituisce la sola dimensione in cui l’essere umano può decidere.

Infine, la prospettiva Sistemico-Relazionale, ci permette di conoscere quanto avviene nell’ambito delle relazioni umane, ponendo l’attenzione oltre che sull’individuo, anche sulle interazioni, dinamiche e sul processo della comunicazione.

Un buon Consulente Coniugale e Familiare, quindi, deve sapere che ogni teoria, anche la più elaborata, può rivelarsi utile in alcune occasioni ma non in altre. Non deve rimanere legato a rigidi schemi teorici di riferimento, ma deve acquisire un’elasticità mentale e una formazione multidisciplinare, che gli consentano di attivare di volta in volta le teorie, le prassi e gli strumenti più adeguati alla situazione contingente.

 

Patrizia Palmieri

Related Blogs

Leave us a Comment